Voli di Ritmi
Danze di Cieli
Canti di Terre
Con Luisa Spagna
“L’arte oltrepassa i limiti
nei quali il tempo
vorrebbe comprimerla,
e indica il contenuto del futuro.”
(V. Kandinsky)
Ho concepito questo laboratorio di danze rituali durante alcune notti in cui ho partecipato a lunghe processioni in Kerala. Sveglia nella notte fonda per unirmi al gruppo di artisti e cerimonieri con cui fino a molto dopo l’alba, alcune volte fino a mezzogiorno, abbiamo attraversato luoghi sacri e celebrato specifici riti.
Le suggestioni e il mio sentire di quelle notti mi hanno trasportata in una visione multifocale: davanti a me la complessitá di quello che stava avvenendo, nella mia mente l’elaborazione del lavoro che a breve avrei condiviso con le donne partecipanti al laboratorio annuale che si tiene in Salento ogni estate. Durante quelle lunghe notti risuonavano nella mia visione:
Voli di Ritmi
Canti di Cielo
Danze di Terra.
Il racconto fotografico di Anna Parisi, è il ritultato finale di due giorni di laboratorio durante il quale un gruppo di donne ha lavorato su diverse proposte preparatorie che includevano ritmi, danze e oracolo maturate poi, nella performance rituale oracolare
Sono una praticante del teatro-danza Nangiarkoothu, il ruolo femminile dell’antico teatro-danza sanscrito Kutiyattam, dove uno degli oggetti di scena che piú mi affascina è la tenda che separa la scena teatrale dagli spettatori. Dietro la tenda i rituali iniziali sono tenuti nascosti alla vista dello spettatore. La tenda segna cosí il passaggio dal non manifesto alla manifestazione.
Nel nostro rituale la tenda è stata arricchita da file di campanellini divenendo cosí, anche un oggetto sonoro capace di annunciare sia la manifestazione che la sua fine.
Specchiarsi e riconoscersi prima di manifestarsi all’esterno è stato un passaggio importante, iniziato con pratiche precedenti alla performance rituale oracolare finale. Ognuna delle performer-Yogini e’ stata accompagnata nel processo creativo e nella rappresentazione da due ‘aiutanti’.
Quali colori di me ha mostrato l’oracolo? Chi sono nel nuovo ritratto di me?
Anna Parisi, fotografa che lavora sul concetto del ritratto da molto tempo, ha colto gli attimi. Ha colto quell’azione del passaggio da una me al ritratto di me, e ancora a un ritratto di me che si mostra attraverso l’oracolo per poi svanire ancora, ma che lascia il segno dentro di me.
Queste parole risuonano rivedendo nelle foto, a lavoro compiuto, il processo che ha portato alla performance rituale oracolare:
Sono stata, anche per solo un attimo, la soglia della manifestazione
di una forza oltre il tempo e lo spazio.
Sibilla, connessa con l’altrove.
Sono colei che ha incarnato il messaggio sulla terra
prima che volasse nuovamente al Cielo.
Come ritmo vitale,
l’oracolo ha vibrato dentro di me messaggi
che tracciano futuri che sono già presenti.
Testo di A.Luisa Spagna
A. Luisa Spagna
Concept, Conduzione, Testo e carte oracolari Yogini of Hirapur Oracle
Anna Parisi
Fotografia, Racconto Fotografico e Montaggio Video
Colonna Sonora Lallae
Paolo Pacciolla Voce, ercussioni, Mounth Harp
Antonio Cotardo Flauti
Produzione Sutra Arti Performative
Piu che performers! Le donne che hanno partecipato al laboratorio di Danze Rituali, non vengono necessariamente dal mondo della danza ma da differenti contesti ed hanno partecipato alla performance per danzare nuove visioni di se e dell’esistenza.
Grazie per aver partecipato ad Alberta Crescentini, Anna Di Mascio, Anna Parisi, Claudia Pantaleo, Giovanna Clerico, Luisa Spagna, Giovanna Clerico, Sheila Leo, Sonia Willki, Tania Cristiana Carli, Teresa, Tiziana.
Nota sul Racconto Fotografico di Anna Parisi
L’introduzione della fotografia nel processo creativo della performance rituale oracolare Voli di Ritmi Danze di Cieli Canti di Terre ha offerto l’opportunità di costruire un’autobiografia non verbale, un racconto personale e collettivo fatto solo di immagini.
Queste immagini, una volta scattate, sono state assemblate, frammenti di vita che si uniscono per creare una narrazione visiva e poetica. La fotografia, in questo contesto, non è solo un mezzo di documentazione, diventa la traccia tangibile di un momento, sottratto al flusso incessante del tempo. L’attimo immortalato si cristallizza, acquisendo una forma autonoma e duratura che può essere riscoperta e riletta in infiniti modi.
Ogni fotografia è quindi un oggetto che non appartiene solo al presente ma alla storia stessa, un testimone muto che conserva in sé le interpretazioni e le emozioni di chi l’ha vissuto e di chi, nel tempo, lo osserverà. I nostri ritratti, i volti e le espressioni catturate continuano a parlare anche a distanza di anni, assumendo nuovi significati, nuove sfumature. È come se le immagini “invecchiassero” insieme a noi, portando su di sé i segni del tempo che passa, non solo sul nostro volto, ma anche nella percezione che abbiamo di loro e nel modo in cui il nostro sguardo si evolve.
Nel contesto della performance rituale oracolare, il processo di esplorazione visiva ha preso avvio dall’osservazione della nostra immagine riflessa nello specchio. Lo specchio, in questo caso, è diventato uno strumento di precisione, un tramite essenziale tra il mondo reale e la rappresentazione riflessa, stabilendo una continuità tra il corpo fisico e la sua immagine. Osservarci nello specchio ha rappresentato il primo passo di questo viaggio, consentendoci di riconoscerci e di proiettarci in un’immagine che esiste, ma che allo stesso tempo è distinta e distante.
In un secondo momento, lo specchio è stato sostituito dalla macchina fotografica, la quale ha amplificato questa esperienza: ora non siamo più vincolate a un riflesso effimero e immediato, ma possiamo trattenere la nostra immagine in uno scatto, vederla al di fuori di noi stesse, tangibile e duratura. La fotografia diventa così uno strumento di auto osservazione e auto-narrazione, consentendoci di guardare la nostra realtà trasposta in immagine, di rivederci da una prospettiva esterna e nuova. Ogni fotografia scattata rappresenta una visione che possiamo tenere tra le mani, una finestra sulla nostra esperienza, che evolve e si trasforma insieme a noi.
Anna Parisi









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