Yogini of Hirapur Oracle. Storia di un’opera

YOGINI OF HIRAPUR ORACLE.

STORIA DI UN OPERA

di Luisa Spagna

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Luisa Spagna con i disegni nel tempio delle 64 Yogini a Hirapur – Orissa.

Nel silenzio di alcuni pomeriggi assolati, quando la calura eccessiva tiene lontani i turisti e anche i brahmini riposano, in quegli echi senza tempo e senza spazio, sotto un cielo azzurro è bello lasciarsi avvolgere dal cerchio delle Yogini.

Il mondo gira in quel piccolo gioiello di pietra ed è come essere in una trottola dove la terra e il cielo, dove gli animali giù e gli astri su in alto si nascondono alla luce accecante del pomeriggio indiano, dove le Yogini si affacciano dalle loro nicchie una ad una come a cercare un dialogo, dove lo sguardo le accoglie tutte insieme nello stesso istante e, nello stesso tempo, dove i loro particolari si nascondo nella penombra e si rivelano ancora al girare del sole … lì, in quel girotondo di verità esibite e velate, le emozioni viaggiano dentro e fuori danzando sul vortice della bellezza scolpita sui corpi delle Yogini.

SONY DSCLe sculture delle Yogini di Hirapur decorate con l’opera Yogini of Hirapur Oracle.

 Nel 2012, nella mia stanza a Bhubaneswar (Orissa), sommersa da libri, fotocopie e foto (1) di templi dell’Orissa , fra i quali il tempio delle 64 Yogini di Hirapur, decisi il corso della mia ricerca. Avendo visitato il tempio nel 2000 e avendolo documentato in tutti i suoi dettagli attraverso una macchina fotografica analogica, mi ritrovavo diversi anni dopo con del materiale prezioso per poter confrontare il tempio e le sculture come apparivano più di un decennio prima rispetto al presente.

“Il culto più segreto tra le dottrine segrete”, come ci racconta Vydia Dehejia (2) una delle voci più autorevoli su questo tema, oggi è pratica popolare intrisa di superstizioni o ritualizzata da un’ortodossia brahminica lontana dal culto Tantra-shakta. Qualunque fosse, dunque, la verità delle Yogini, questa si è sbriciolata come parte delle sculture. Oggi restano solo delle ipotesi, avvalorate da questa o quella corrente a seconda dei praticanti e delle pratiche che si vogliono attribuire al culto.

Trascorsi mesi nelle biblioteche tra l’Orissa e New Delhi alla ricerca di tutto quello che potessi trovare sulle Yogini. Ma più ricercavo, più cresceva in me il desiderio di ritornare a vedere le sculture delle Yogini integre: le loro mani e i loro volti risanati da sfregi e ammutinamenti.
Decisi, seguendo una forte ispirazione artistica, di ricostruirlo io stessa. Un pensiero arrivato chiaro e forte a cui ho dato voce e corpo nei successivi due anni in cui, giorno e notte, ho ridisegnato le sculture delle Yogini, una per una. Ovviamente il mio lavoro seguiva una mia personale ispirazione artistica, lontana dal volersi sostituire alla verità per la quale il tempio era nato e lontana da qualsiasi supposizione spirituale e rituale.

SONY DSCLe sculture delle Yogini di Hirapur decorate con l’opera Yogini of Hirapur Oracle.

 I primi mesi li ho trascorsi in una minuziosa osservazione delle sculture davanti al computer. Ogni immagine richiedeva ore. Giorni.
Ingrandivo, per vedere ogni particolare.
Rimpicciolivo, per una visione d’insieme.
Annotavo.
Riannodavo similitudini.
Cancellavo ipotesi.
Ammutolivo.
Sgranavo gli occhi su minuziose tessiture scultoree
Chiudevo gli occhi per vedere immensità passate.

Incontrai molti guru, danzatori , studiosi e artisti di arti visive.
A New Delhi la mia coreografia Matrika, presentata all’istituto Italiano di Cultura, mi aprì la strada per conoscere altre straordinarie artiste e studiose.  Era come se le Yogini stessero tessendo intorno a me tutti gli incontri senza che io chiedessi nulla: situazioni e persone si presentavano a me e io potevo confrontarmi, parlare e condividere con loro il mio-nostro percorso.

Nel frattempo nell’Agosto del 2013 al National Museum a New Delhi avvenne un avvenimento importante: una delle Yogini del tempio di Lokhari nell’Uttar Pradesh, portata in modo illegittimo a Parigi e acquistata da un collezionista d’arte, fu restituita all’India. L’esibizione, organizzata per onorare la statua della Yogini di ritorno in patria e accolta con una tavola rotonda da artisti e studiosi, si intitolava ‘Return of the Yogini’ , Il Ritorno della Yogini.

Le Yogini dunque, stavano reclamando la loro attenzione al mondo.

SONY DSCLe sculture delle Yogini di Hirapur decorate con l’opera Yogini of Hirapur Oracle.

 Ritornata in Italia nella mia casa in Salento (Sud-Italia), lontana da tutto e forte degli incontri che avevo fatto, sentivo che la mia ispirazione artistica di ricostruire il tempio delle Yogini, si stava incastrando in un mosaico molto più complesso, ricco e variegato di quanto avessi mai potuto immaginare. La mia ricerca, iniziata in modo solitario, si andava definendo in uno scenario molto più ampio.

Per molto tempo ho lavorato contemporaneamente ai disegni e al libro “La danza segreta delle Yogini. Il tempio di Hirapur” (Roma, Venexia 2014). Nel libro raccoglievo le mie ricerche teoriche, la storia del tempio e la descrizione delle sculture. Dettagli che mi aiutavano nel lavoro artistico Yogini of Hirapur Oracle.

Avevo scelto di fare i disegni con la tecnica a matite colorate e su fogli grandi A3+. Sul foglio veniva stampato un grande cerchio, grande quasi quanto il bordo del foglio e da lì iniziavo a disegnare la Yogini. A volte, prima di segnare il foglio passavo dei lunghi momenti in preda ad una profonda riflessione su quali colori usare, su come dovevo sviluppare i resti mancanti del corpo della Yogini e quali oggetti avrebbero retto nelle mani. Altre volte era tutto inspiegabilmente chiaro: prendevo la matita e iniziavo, senza fermare le mie mani fino alla fine del disegno.

SONY DSCLe Yogini di Hirapur e i disegni dell’opera Yogini of Hirapur Oracle

 Le matite mi davano modo di entrare in una profonda meditazione: un tratto mi suggeriva quello successivo e poi ancora l’altro e l’altro ancora. Il colore e il movimento della mia mano sul foglio seguiva precise invisibili scritture, evidenti però alla capacità visiva della mia mano.
Ogni Yogini richiedeva un lavoro ininterrotto di un giorno, spesso anche di buona parte della notte. Altre volte era proprio in piena notte che mi svegliavo con il disegno della Yogini ben chiaro, mi alzavo e mi mettevo al lavoro.

64 è un numero enorme, te ne accorgi quando sei nel bel mezzo del lavoro e hai disegnato già 20 Yogini e poi 34, e 45 e ancora e ancora … completare il giro del cerchio, 64, sembra, a momenti, lontano.
Non ho cominciato dalla prima all’ultima in modo sistematico: l’ultima Yogini, la numero 64, è stata una delle prime ad essere disegnata.

SONY DSCLe sculture delle Yogini di Hirapur decorate con l’opera Yogini of Hirapur Oracle.

 Per due anni nella mia casa i disegni delle Yogini erano attaccati ovunque in modo che potessi osservarli: le porte da un lato e dall’altro, gli scuri delle finestre, le pareti, e ogni angolo disponibile.

Una volta completati i disegni, scrissi una breve storia su ogni Yogini in forma di oracolo, immaginando come se fosse la voce stessa delle Yogini a raccontarsi (3), ripresentandosi al mondo dal loro remoto passato. Decisi di dare alle Yogini i nomi della tradizione orale, rifacendomi alla lista dei nomi che avevo appuntato proprio nel 2000 durante la mia prima visita al tempio.

Oggi le mie carte oracolari viaggiano in tutto il mondo. Nelle carte oracolari Yogini of Hirapur Oracle non racconto di spiritualità di nessun tipo, né propongo verità. Yogini of Hirapur Oracle è un lavoro artistico, il cui valore sta infiammando e risvegliando qualcosa tra coloro che si dilettano a giocare con l’oracolo. Ma l’arte, si sa, ha un potere enorme.

Nei mie corsi di danza, dove spesso uso le carte oracolari Yogini of Hirapur Oracle, i corpi delle Yogini sono suggestioni, archetipi, simboli da cui partire in piena libertà per poter abbracciare e interpretare le diverse manifestazioni della natura, del cosmo, della vita, danzandole.

Per me danzatrice e artista d’arte visiva, la danza segreta suggerita dai corpi delle Yogini ha un ritmo a cui è difficile sottrarsi. Un passo … e ancora un altro … per spingersi un po’ più in là da dove siamo.

 

Carte e scatola libricino media

Le carte oracolari rotonde Yogini of Hirapur Oracle fanno parte della collezione del

Museo Internazionale dei Tarocchi a Riola (BO)

SONY DSCLe Yogini di Hirapur e i disegni dell’opera Yogini of Hirapur Oracle. L’autrice mentre rende omaggio al luogo con la sua danza.

 

Note:
1 Le foto utilizzate nella mia ricerca e pubblicate sul libro La danza segreta delle Yogini. Il tempio di Hirapur (Roma, Venexia 2014) sono di Paolo Pacciolla.
2 Vidya Deheja, Yogini Cult and temples. A tantric tradition, National Museum, New Delhi 1986.
3 Luisa Spagna, Danzare sul respiro delle Yogini. L’oracolo come dono di Luisa Spagna in pubblicazione atti del Convegno Le radici moderne dell’economia del dono, Roma 25-27 Aprile 2015.

 

Retro Carte Oracolaridisegno del retro delle carte

Yogini of Hirapur Oracle, produzione Sutra Arti Performative, 2015
Testo, disegni e progettazione di Luisa Spagna
66 carte orcolari rotonde ( 64 Yogini + 1 Shiva Bhairava+ 1 Katyayani)
Retro delle carte: disegno tradizionale dell’Orissa – Chita dedicato alla dea Lakshmi
Dimensione carta : diametro 10
Libricino italiano/inglese
Dimensione 10×10
Dimensione scatola: 11.50×11.50
prezzo 25 euro
Per ordinazioni: sutraartiperformative@yahoo.com

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