Kutiyattam e Nargiarkuttu Luisa Spagna

Kutiyattam e Nangiarkuttu

Arangettam: SreeKrishna Charitham Nanaiarkoothu Purappadu

L’entrata in scena di una danzatrice occidentale nell’antico teatro danza del Kerala

Luisa Spagna

Il nostro essere occidentale ci divide dall’altro e c’è una distanza che io ho sempre cercato di colmare. L’unico modo per colmarla mi pare una forma di camaleontismo. Come un camaleonte che diventa del colore della terra o della sabbia o della foglia e io per cercare di capire l’altro ho cercato di diventare un po’ come lui.   (T.Terzani, La vita in breve)

Questi anni in Kerala mi hanno vista, in moltissime occasioni, seduta da spettatrice di lunghe e a volte ininterminabili spettacoli di Kutiyattam e Nangiarkuttu, il teatro danza piu’ antico in lingua sanscrita,  patrimonio dell’Unesco.

La prima volta che assistetti ad uno spettacolo di Kutiyattam fu a New Delhi, diversi anni fa, ma è da quando vivo in Kerala che ho seguito questa forma di teatro danza prima come spettatrice e poi come danzatrice sul campo.

Nel periodo in cui ho vissuto a Trivandrum ero solita ad andare ad assistere agli spettacoli che con cadenza fissa ogni mese si rappresentano a Margi, un’organizzazione governativa per la salvaguardia del Kathakali e del Kutiyattam. In seguito trasferitici a Thrissur, abbiamo continuato a raggiungere tutti i luoghi dove si rappresentavano le arti classiche e tradizionali del Kerala, partecipando anche a diversi festivals di cui alcuni residenziali. Accompagnando Paolo nelle sue ricerche sul campo in qualitá di ricercatore etnomusicologo per progetti di ricerca accademica, ho avuto l’opportunitá di assistere non solo a spettacoli di Kutiyattam e Nangiarkuttu, ma anche alle performance rituali del Theyyam, il  Kalamezhuttu e a diversi rituali templari.

Nel tempo ho iniziato ad osservare con piu’ attenzione i gesti e i canti in pracrito o in sanscrito mentre il suono del tamburo Mizhavu sottolineava ogni movenza del corpo, ogni battito di ciglio, ogni gesto della mano. Incomprensibile e ostico all’inizio, ho imparato a riconoscere alcuni punti nodali della performance che mi davano il respiro per continuare a guardare ancora. Il teatro danza piú antico è forse anche quello con le performance piú lunghe: alcune di esse possono durare anche diverse ore.

Il linguaggio espressivo degli occhi, il cui movimento è esplorato in tutte le sue possibili varianti per poter esprimere le nove emozioni principali – navarasa: amore,meraviglia, eroismo, rabbia, paura, tristezza, comicitá, disgusto, pace –  è la caratteristica piú importante di quest’arte.  La regista teatrale Anuradha Kapur ha definito il Kutiyattam ‘il teatro danza che crea l’universo nel volto’.

La stessa importanza ha la gestualitá delle mani, hasta mudra, che diventano nomi, verbi, preposizioni, aggettivi. Ogni singola parola trova la sua corrispondenza gestuale.

Quando a Trivandrum iniziai ad assistere alle prove delle artiste di Nangiarkuttu fui impressionata sopratutto dal silenzio assoluto nel quale queste si svolgevano mentre i movimenti degli occhi, delle mani e le movenze del corpo scandivano con un ritmo muto la narrazione di interi episodi di letteratura. Solitamente l’apprendistato e le prove  si svolgono senza il Mizhavu, il tamburo che accompagna il Kutiyattam e il Nangiarkuttu.

Ho sempre pensato che provare sul corpo e con il corpo le arti classiche e tradizionali dell’India sia un modo per conoscere la cultura dell’India sentendola sulla propria pelle, una ‘’forma di camaleontismo’’ appunto come dice Tiziano Terzani. Cosí che ho deciso di immergermi nell’apprendistato di questa forma d’arte. Inizialmente a Trivandrum ho appreso dal maestro e performer Margi Sageev Narayanan Chakyar nella scuola di Kutiyattam Margi. La sala si trova vicino al bellissimo Valiyasala Mahadeva Temple ed ha da un lato una vasca d’acqua in muratura a forma di Yoni, dove una volta chi doveva compiere un rituale al tempio doveva immergersi e da un altro lato un poster della grande e prematuramente scomparsa artista di Kutiyattam Margi Sathi. Li, ho imparato alcune parti del repertorio. In seguito ho approfondito e completato l’apprendimento di una prima parte di repertorio chiamato Purappadu con Kalamandalam Sindhu.

Kalamandalam Sindhu è docente all’istituto Kalamandalm, artista raffinata e pregevole, premiata di recente con il prestigioso Sangeet Natak Akademi Award. In tempi diffcili del covid le nostre classi sono iniziate online per poi proseguire in presenza con l’avvicinarsi dello spettacolo. Nell’ultimo mese le prove in presenza con il musicista di Mizhalu Sajith Vyjayan sono state fondamentali per entrare nel suono di un tamburo unico nel suo genere.

Il termine Kutiyattam indica un’azione performativa complessa che si svolge in scena tra due o piú personaggi. Tradizionalmente questo teatro danza si svolgeva in un luogo appropiato del tempio: il Kuttambalam.  Gli attori un tempo provenivano dalla comunitá dei Chakyars, mentre le donne dalla comunitá dei Nambyar e chiamate Nangyaramma.  A differenza dei Kutiyattam dove in scena compare da uno a piú personaggi, il Nangiarkuttu è invece un assolo femminile.

Come tutte le altre forme di teatro danza classico e tradizionale dell’India, anche il Kutiyattam e il Nangiarkuttu hanno subito delle modifiche e dei rinnovamenti. Oggi, a parte una piccola comunitá di Chakiar a Nambiar che portano avanti alcuni riti tradizionali, queste arti sono da tempo parte di un training artistico aperto a chiunque. Il Kutiyattam è parte del programma di studi di una delle istituzioni governative piú note, il Kalamandalam, oltre che di centri teatrali diretti da guru e artisti professionisti.

Per una lettura approfondita del Kutiyattam e del Narngiarkottu, vi rimando alla bibliografia a pié di pagina.

Il 18 Agosto alla Kathakali School a Cheruturuthy si è svolto il mio Arangettam dove ho rappresentato il  K SreeKrishna Charitham Nanaiarkoothu Purappadu.

L’ Arangettam nel teatro danza dell’India è il momento nel quale l’artista, compiuto una parte del percorso professionale, lo presenta al pubblico. Piú che un punto di arrivo, l’Arangettam è un punto di partenza: da quel momento si puó pensare di iniziare a percorrere una carriera professionale artistica in quell’arte. Questo essere un punto di partenza è tanto piú vero in riferimento al Kutiyattam: un teatro danza tra i piú complessi, ricchi e articolati del pratimonio performativo dell’India.

18 Agosto 2021

Arangettam Kutiyattam

Kathakali School – Cheruturuthy

Repertorio

SreeKrishna Charitham Nanaiarkoothu Purappadu

Artist

Luisa Spagna

Teacher

Kalamandalam Sindhu

Mizhavu

Kalamandalam Sajith Vijayan

Kalamandalam Vijay

Idakka

Kalamandalam Sudeesh

Talam

Kalamandalam Sumitha

Nel prossimo post vi racconteró dei rituali che hanno accompagnato il mio Arangetram, del trucco, della vestizione e dello spettacolo postando foto e anche brevi video.

Bibliografia minima di riferimento

Heike Moser, How Kūṭiyāṭṭam Became ›kūṭi-āṭṭam‹, »Acting Together«, or: The Changing Role of Female Performers in the Naṅṅyār-Kuttu-Traditon of Kerala, in Between Fame and Shame Performing Women – Women Performers in India Edited by Heidrun Brückner, Hanne M. de Bruin and Heike Moser.

Diane Daugherty, The Nangiar: female ritual specialist in AsianTheatre Journal 13, no.1 (Spring): 54-67. Reprinted in Nartanam 16,no.3 (July-September): 89-106.

Paolo Pacciolla, The brimming vessel: An Analysis of the ritual repertoire of the Milavu from a tantric perspective, in AAWM Journal vol.9 No.1 (2021)

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