Traduzione Italiana del progetto Yogini Dakini In conversation with

Yogini Dakini In conversation with

Luisa Spagna Project: https://wordpress.com/block-editor/post/sutraartiperformative.com/3776

In questa pagina torvate la traduzione in lingua italiana delle interviste Yogini Dakini In Conversation With

Abbiamo intervistato: Vicki Noble, Stella Dupuis, …

Stella Dupuis

Traduzione in Lingua Italiana di Luisa Spagna

Benvenuta Stella Dupuis nel progetto Yogini Dakini In Conversation With che é progetto il cui scopo é quello di incontrare donne in tutto il mondo che lavorano e ricercano sul tema delle Yogini e delle Dakini.

Sono molto felice Stella che tu sia parte di questo mio progetto. Per me questa é un’intervista molto speciale e la ragione la sveleremo al termine di questa conversazione.

Stella Dupuis tu sei una scrittrice svizzera di romanzi. Sei nata a Panama e insegna Yoga e meditazione in tutto il mondo da molti anni. Hai vissuto in India per dodici anni nei quali hai iniziato il tuo lavoro con le Yogini, sebbene il suo incontro con le Yogini inizia molto prima. Sei sempre una grande appasionata di India e tutt’ ora che vivi in America ritorni in India per diversi mesi l’anno. Sei un’instancabile viaggiatrice. Sei autrice di diversi libri tra cui uno dei primi libri é The Temples of India. In the pursuit of a mistery travels note; hai tradotto il Kaulajnananirnaya, uno dei testi riguardati l’aspetto esoterico delle Yogini di Matsyendranath guru e sei la co-ideatrice del lavoro artistico di cui parleremo in seguito.

Stella ci racconti quando e come hai incontrato le Yogini?

STELLA:

Il mio incontro con le Yogini é molto simile al tuo Luisa perché ha a che fare con il tempio di Hirapur, lo stesso tempio che ha affascinato te.

Andavo giá da tempo a Bhubaneswar 1, ma nel 2005 andai al tempio delle 64 Yogini a Hirapur e me ne innamorai, cosí come é successo a te perché é un tempio straordinario, delicato, bello e potente.

E ho visto la danza che tu hai danzato li, e ho capito che danzare li é una delle cose che avrei voluto fare.

All’inizio non conoscevo cosa fossero veramente le Yogini, sebbene ero un’insegnante di Yoga giá da molti anni e all’inizio pensavo che il nome si riferisse proprio alle praticanti di yoga. Cosí ho iniziato la mia ricerca, ma all’inizio era molto difficile perché io non sono una studiosa, né una storica. Il mio background é nel business e quindi essere coinvolta nelle Yogini é stato qualcosa di straordinario. E’ stato un bellissimo inizio. Inizia ad andare nelle universitá, ad incontrare persone del settore, a fare delle interviste, a leggere dei libri specifici. E’ stata una lunga strada quella che mi ha permesso di iniziare a capire cosa fossero le Yogini. Uno dei miei metodi per capire le Yogini é stato anche affidarmi ai miei sentimenti, fare esperienza nei luoghi delle Yogini. Infatti, una delle prime cose che ho fatto é stata quella di andare in tutti i templi e i luoghi delle Yogini, osservare le sculture e aprirmi al loro fascino e il resto é venuto da se.

LUISA

So che hai una bella storia da raccontare sulla tua visita al tempio delle Yogini di Hirapur

STELLA

Il tempio delle Yogini e le Yogini sono in qualche modo legate a qualcosa di magico, a qualche conoscenza che va oltre la nostra comprensione razionale.

Una volta nel tempio di Hirapur inizia ad osservare tutte le straordinarie, bellissime sculture delle Yogini intorno a me e ad un certo punto semplicemente caddi come svenuta li dove ero seduta ed inizia a meditare. E mi senti persa in un altro mondo e probabilmente dopo molto tempo che ero li, improvvisamente udi da molto lontano la mia amica chiamarmi ad alta voce: Stella vieni, dobbiamo andare! Aprí gli occhi e senti come una brezza e vidi tantissime, ma tantissime libellule tutte intorno a me e siccome il sole stava tramontando, con quella luce le libellule sembravano essere fatte di filigrana d’oro.

Fui cosí affascinata da quella visione da non riuscire neppure a parlare.

In seguito quando incontrai una delle studiose per cercare di conoscere le yogini – perché ovviamente sono due momenti diversi quello del sentire e quello del capire, é come un gioco tra i due momenti – incontrai una donna: Devangana Desai autrice del libro Erotic Sculpture of India2. Una donna – che scrive un tale libro – in un’India che ha una societá cosi tradizionale, che volevo veramente conoscere e cosí fu. Andai a Mumbai per incontrarla e mentre parlavamo delle Yogini e le raccontavo della mia passione delle Yogini e di quello che era avvenuto nel tempio di Hirapur, lei mi disse: Stella devi sapere che a volte nelle leggende si racconta che le Yogini si presenta in forma di insetti. Ed esclamai: Oh mio dio! E da allora, so che quando incontro le libellule é un segno positivo. Ora pongo molta attenzione alla loro presenza e spesso si poggiano sulle dita delle mie mani ed é come se ci guardassimo negli occchi … é diventata una relazione magica quella con le libellule!

LUISA

E cosa ci dici del libro Kaulajnananirnaya che tu hai tradotto. Un libro molto importante. E’ stato una scoperta anche per te perché tu non sapevi nulla di questo testo, ma poi ti sei cosí appassionata da dedicarci anni per tradurlo.

STELLA

Andavo in tutte le bibblioteche in India, e c’é una bibblioteca a Gurgaon che si chiama American Institute for Indian Studies e il ragazzo che era in carica era molto di aiuto, mentre in altre situazioni era stato molto difficile trovare libri sulle Yogini. Mi aiutó e a trovare alcuni libri e articoli riguardanti le Yogini.Tra questi trovai un articolo nel quale era menzionato il testo Kaulajnananirnaya che era stato trovato nella libreria del re del Nepal scritto agli inizi del X secolo. Cosi, scrissi il nome Matsyendranath e con quella informazione andai in Nepal a cercare il libro senza in realtá sapere cosa fare esattamente e dove esattamente si trovasse il libro. Ovviamente non c’era piú il re in Nepal e tantomeno la bibblioteca del re. Non sapevo da dove iniziare. Via email un’amica con la quale ero in contatto mi suggerí via email di scrivere in Germania e dall’universitá mi dissero che c’era un centro che si prendeva cura dei manoscritti e che era associata al governo nepalese e che mi avrebbero potuta aiutare.

Andai in quel luogo e c’erano effettivamente tutte le informazioni di dove fossero tutti i manoscritti.

E io dissi Kaulajnananirnaya, Matsyendranath. Guardarono ovunque e niente non c’era traccia; mi dissero non sappiamo. Non appare nel computer, né nelle cartelle. Improvvisamente, senza sapere assolutamente nulla, io esordí ” forse é stato classificato in modo sbagliato ed é tra i testi buddisti”. Come feci a dire questo, non ho idea. Fu strepitoso perché il manoscritto era li, era stato catalogato in modo sbagliato e si trovava tra i testi buddisti. Cosí mi dettero le referenze dove si trovavano i manoscritti a Kathmandu. Andai con le referenze esatte e mi dissero ”Ohh, non sapevamo neppure che esistesse. Pensavamo di averlo perso perché non sapevamo dove trovarlo. Molti studiosi sono venuti a cercare quel manoscritto ma nessun lo ha trovato. Sei molto fortunata.”

Cosí mi consentirono di fare delle foto di ogni singola foglia di palma, … le foglie degli alberi di palma vengono graffiate e poi viene messo l’inchiostro. E’ il modo di scrivere un libro nell’antichitá. Le foglie di palma erano lunghe … mi diedero il libro … e sai a volte come sono … sembrano non aver cura delle cose … e mi dissero puoi fare delle foto. Mi guardai intorno … pensando dove poter fare le foto …cercavo un tavolo e mi mostrarono il pavimento! Mi dissero di poggiarlo a terra! … mio dio, questo era un libro vecchio piú di dieci secoli fa e dovevo poggiarlo sul pavimento!? Alla fine tolsi un ponch che tenevo avvolto sulla spalla e lo poggiai vicino al muro per poggiarvi le foglie di palma. Ogni volta che toccavo le foglie era una forte sensazione per me! Pensare alle mani che avevano scritto quella conoscenza, ai secoli che erano passati, e per me era un tesoro ritrovato e mi innamorai di quel manoscritto. Ma la magia non finí li. Feci le foto e ritornai a Delhi. A quell’epoca non conoscevo il sanscrito, conoscevo qualche lettera …decisi di fare delle grandi foto, c’era la possibilitá di fare le fotocopie non c’era ancora il digitale, cosí decisi di stampare delle foto piuttosto grandi in modo da vedere tutti i dettagli. Il giorno che ritirari le foto da Khan Market e le misi nella mia borsa, in quel momento esatto ricevetti la chiamata di un’amica che mi disse: ”Ah, ti piacciono i manoscritti! Io ho un’amica al centro dei manoscritti a Delhi. Vai e incontralo”. Sai, tutte le formalitá sociali a Delhi … io non sono cosí brava! In ogni caso visto che la mia amica aveva questa conoscenza decisi di andare. Mi ricevette e volevo almeno sapere che tipo di scrittura fosse perché in Nepal mi avevano detto di non sapere esattamente dirmi … se devanagari … perché ogni secoli aveva il suo modo di scrivere: la fonetica era sanscrito ma i caratteri della scrittura erano un pó diversi … e quindi volevo sapere. Ma questa donna mi disse: ”no no no, Io sono solo nell’amministrazione non conosco nulla di questo. Ma c’é un anziano signore che viene qui a dare una mano, lui é un genio. Mr Mukhopadhyaya”. Andai cosí ad incontrare questo signore. Lui era un brahmino vestito con uno scialle bainco, alto, molto elegante. E io inizia subito a parlare delle Yogini … il Nepal … a dire tutte queste cose con enfasi … e lui mi guardava annuendo, ma era chiaro che non aveva nessu interesse in quello che dicevo … forse pensó che io fossi troppo esuberante per lui. Cosí alla fine estrassi dalla mia borsa le foto e le mostrai a lui e lui immediatamente si interesse a me, i suoi occhi si illuminarono e da quel momento iniziammo a lavorare sul manoscritto insieme per ben nove lunghi anni! Cercó anche di insegnarmi qualcosa sul sanscrito, la grammatica, la bellezza della lingua mentre traducevamo. E fu molto bello perché ogni traduttore/trice porta il proprio bagaglio nella traduzione: lui é un brahmino e io sono sopratutto una praticante, piú una creatura selvaggia e la combinazione di queste due caratteristiche si é rivelata molto appropiata per questa traduzione. Ogni tanto lui proponeva qualche parola ma io gli suggerivo: ”non c’é un altro sinonimo, un altro termine?” E cercavamo, perché io conoscevo meglio l’essenza della conoscenza che non era sanscritizzata o braminizzata … una conoscenza piú … umana!

LUISA

Senza di te, molto probabilmente, questo manoscritto giacerebbe ancora da qualche parte in Nepal.

Quindi pensi che questa é una delle missioni delle Yogini, delle Yogini contemporanea: quella di riportare al presente tesori che appartengono al passato e che per qualche ragione storica sono nascosti da qualche parte. Questo é il momento, l’epoca per le Yogini di ritornare. Mi ricordo che ci fu una mostra al museo di Delhi di cui facevate parte tu e Seema Kholi e il titolo di quell’evento era The Return of the Yogini. Quando lessi quel titolo e anch’io mi trovavo nel processo di creazione del mio lavoro sulle Yogini, pensai … si, vero Il Ritorno delle Yogini. Le Yogini stanno tornando e stanno scegliendo vari modi per raggiungere le persone in diverse parti del mondo.

STELLA

Io penso che le persone come te, come me e altre persone come Seema Kholi, che é un’artista straordinaria, o anche molte studiose… tutte noi siamo strumenti per riportare indietro questa conoscenza. Per me fu affascinante il primo libro che feci The Yogini Temple of India (si vede nel video) fu il mio primo contributo su come raggiungere i templi, pubblicato nel 2008 ed ora che é anche un pó datato, ho messo anche tutti i suoi dati su Academia Edu e nel frattempo ne ho fatto un altro in lingua spagnola. Anche quando ho scritto questo libro c’e’ stata qualcosa di magico. Di solito quando vuoi pubblicare un libro vai dall’editore e devi quasi convincerlo a pubblicare il tuo libro. Non é facile trovare persone che amano il tuo lavoro. La storia fu che passavo da Varanasi e lessi che li c’era una libreria che aveva molti testi sulla spiritualitá, per cui andai per acquistarne alcuni. In effeti ne comprai veramente tanti, mi sembrava una libreria magica e il ragazzo che era li mi disse che molti dei libri che erano li erano stati scritti da uno studioso che viveva in Varanasi e mi suggerí di andare dall”editore, il cui ufficio era al piano di sotto per avere il numero di telefono dell’autore. Oh, esclamai, é fantastico. Quindi andai giú per avere queste informazioni e mi misi a parlare con l’editore e gli raccontai anche la mia storia, cioé che stavo visitando tutti i templi dell’India di cui avevo trovato tutte le informazioni. Mi chiese se prendevo appunti e risposi che ovviamente si, prendevo degli appunti. Bene disse, mi piacerebbe pubblicarli! E risposi che erano in lingua spagnola e che il mio inglese non era cosí buono. E lui rispose di non preoccuparmi perché mi avrebbero aiutata loro con la traduzione. Non potevo credere che loro proponevano a me di pubblicare. E cosí feci. Nella stessa edizioni pubblicai anche un altro libro In the bell of the fish, dove uso la mia immaginazione per raccontare delle Yogini. E’ una storia un pó bizzarra.

Nello stesso tempo lavoravo al testo Kaulajnananirnaya.

Guarda, proprio in questi giorni lo stesso libro é uscito in francese.

LUISA

E qui ho un altro libro che hai pubblicato lo scorso anno insieme ad altre due donne studiose e l’artista Seema Kholi

STELLA

Li parlo dell’ onnipresenza delle Yogini e ho parlato anche del tuo oracolo perché é un tale bel contributo

LUISA

Ne sono stata molto felice di essere in questo libro tra voi.

STELLA

Voglio dare credito a tutte le persone che vengono da altri orizzonti. E tu sei una danzatrice e la danzatrice ha una sua particolare energia

Foto del tempio di Ranipur Jharial

Questo é uno dei templi delle Yogini. E’ un luogo magico. Tutti i templi delle Yogini si trovavano in luoghi solitari, come anche quello di Hirapur. Erano tutti localizzati un pó fuori, in posti silenziosi e nei pressi di una fonte d’acqua.

Tutt’intorno a questa roccia (indicando la foto) vi é acqua.

E (mostrando un’altra foto) vedi qui le Yogini che danzano.

Ho voluto condividere questa foto perché tu sei una danzatrice e ci sono tanti racconti sulle Yogini che danzano e che hanno l’energia della vittoria. E Bhairava é li nel centro, e anche lui danza. E in quest’altra foto abbiamo le Yogini con la testa di animale che io amo molto. E anche in quest’altra foto danzano ed eseguono delle Mudra (gesti delle mani).

Dovresti avere delle belle foto di te che danzi in questi templi.

(Foto del tempio di Hirapur)

e qui ci sono delle bellissime sculture di Yogini con la testa di animale che tu hai disegnato cosí meravigliosamente grazie al tuo intuito nelle tue carte.

(foto) Qui siamo a Mithauli. Come si vede sono quasi tutti rotondi e aperti al cielo (senza tetto).

(foto) Si possono vedere le nicche e l’altare centrale.

(foto) Qui siamo a Bheragat dove le sculture sono ad grandezza umana ed sono cosí potenti.

(foto) Possiamo considerarlo uno degli ultimi templi perché tra le sculture sono molto lavorate e di solito quando le sculture hanno cosí tanti dettagli, si pensa che sono tra gli ultimi lavori … questo é circa XI secolo e si vede il fiume li vicino, la Narmada.

L’energia di tutti questi luoghi é cosí potente.

(foto) Questo é Shadol un altro tempio, sempre nel Madhya Pradesh. Probabilmente é l’ultimo tempio delle Yogini perché si vede come la lavorazione é ricca di particolari, secondo la moda del tempo.

Si sente quell’ atmosfera amorevole. Ci sono tre tipi di Yogini: quelle che hanno le sembianze pacifiche, che danno benedizioni facili da capire perché sono belle; quelle che sono come orghesse e quelle che sono feroci

LUISA
SI, feroci!

STELLA

si quelle dall’aspetto feroce. E quelle probabilmente che ci indicano come uccidere i nostri demoni e i demoni non sono fuori di noi, sono dentro come: la rabbia, la prigrizia, la tristezza … tutte queste emozioni possono disturbare molto e abbiamo bisogno di affrontare … affrontarle in un certo modo

LUISA

Si, si, si ha bisogno delle Yogini con la spada, il coltello e con la faccia veramente arrabbiata

STELLA

si, che agiscano … e che agiscano secondo l’emozione che ci sta sopraffacendo.

C’e’ bisogno di fare yoga, e poi ci sono le Yogini con il volto di animale che sono tra le mie preferite e per me quelle rappresentano l’intuito. Quel particolare intuito dell’animale di cui hanno il volto, quell’intuito che spesso noi abbiamo perso.

Racconto spesso la storia di quando ci fu lo tsunami nelle isole Andamani in India e gli animali selvaggi prima che arrivasse lo tsunami andarono in cima alla montagna, mentre le persone erano li a meravigliarsi … oh mio dio! l’acqua si é ritirata … oh mio dio! … e la mente era li! … invece di attivare quell’istinto di sopravvivenza. Tutti gli animali erano salvi perché si erano rifuggiati in cima al monte, mentre le persone non lo erano affatto.

Noi abbiamo perso il nostro istinto di sopravvivenza, come invece esiste nell’elefante, nel gatto e in altri animali … e ogni tanto noi abbiamo bisogno di rimuovere la nostra faccia mentale, la nostra faccia da ego e indossare il volto di un animale e lasciare parlare l’intuito.

LUISA

Sicuramente. E le Yogini sono intuito, e donano alle praticanti questo tipo di intuito.

Condivido questo e a proposito andando alla nostra ultima parte della conversazione, quella parte che veramente condividiamo, che ci unisce in modo profondo: l’oracolo delle Yogini. E che cos’e’ l’oracolo delle Yogini se non intuito?

Mi fa piacere a questo punto raccontare la storia e il fatto che ci siamo incontrate grazie all’oracolo e ci siamo incontrate veramente in modo profondo, senza conoscerci prima personalmente.

Per me é una storia incredibile che racconto spesso, perché quando ho deciso di disegnare, di ricostruire le sculture delle Yogini di Hirapur ero da sola nella mia stanza a Bhubaneswar (Orissa – India). Avevo deciso di scrivere un libro sulle Yogini perché le Yogini, il femminile e la danza erano tutti temi a me molto cari. Ad un certo punto come un fulmine mi arrivó una cosa improvvisa, un’ispirazione: non scrivere solo il libro ma ricostruisci le sculture delle Yogini e fanne un oracolo!

E non so … non so spiegarmelo … ho pensato tante volte a questa cosa … e mi risulta sempre molto strana. E quando questa ispirazione arrivó dissi a me stessa: certo che lo faccio, ridisegno ogni Yogini … ma come mai? Io sono una danzatrice. Ma ho seguito quell’idea. Non potevo che seguirla! Era una chiamata. Cosí iniziai a lavorarci, ma sola. Nessuno sapeva di quello che stavo facendo.

Una serie di circostanze mi portarono a Delhi dove incontrai Seema Kholi. Ci incontrammo perché a me piaceva molto una delle sue opere e lei era incuriosita su una delle mie danze, Matrika, che avevo presentato all’Istituto Italiano di Cultura a New Delhi. Parlavamo, senza peró raccontarle nulla del mio nuovo lavoro perché era ancora un segreto che tenevo con me, quando lei mi disse: c’e’ una mia amica Stella Dupuis che a breve pubblicherá un oracolo delle Yogini. Io rimasi senza parole… c’é una donna che sta lavorando allo stesso progetto pensai? In ogni caso, continuai a fare il mio lavoro in modo solitario. Ma fu molto bello quando entrambi i lavori furono pubblicati ed entrambe ci facemmo dono delle nostre rispettive opere.

Solo le Yogini possono fare questo con un sentimento di sorellanza!

Incredibile come un’altra donna, che viveva cosí lontana da me e che non avevo mai incontrato .. ma le Yogini avevano chiamato entrambe!

Ma siccome le Yogini sanno come chiamare le persone giuste, sono molto felice di averti incontrata e questo sentimento di sorellanza tra Yogini rende la nostra relazione molto forte.

STELLA

Aggiungo che oltre che bello e anche interessante perché le Yogini ci hanno spinto ad approcciarle da diverse prospettive: tu con la sensibilitá della danza e di chi conosce l’energia, e io che sono una persona creativa, che fa Yoga e meditazione da molti anni … da 50 anni – vedi i miei capelli! Per me l’oracolo é un modo semplice di condividere la conoscenza del Kaulajnananirnaya, di questo libro pesante, perché é veramente difficile ed esoterico da comprendere. Per me significava mettere a disposizione la sua conoscenza in un modo giocoso, in modo piú accessibile.

Entrambe lavoravamo a questa bella energia ma da prospettive diverse.

LUISA

Questo significa che le Yogini sono veramente intuito, percorso sciamanico per risvegliare la conoscenza femminile dentro di noi. E a volte gli uomini mi chiedono: ma questo é un oraocolo solo femminile. Ma rispondo no, non é cosí perché la shakti é l’energia primordiale che é in ognuno di noi, per cui sono felice anche quando gli uomini usano le carte oracolari.

STELLA

Matsyendranath, si vede la foto? É disegnato con tutte le Yogini dentro il suo corpo. Bene, questa immagine diventerá il retro delle mie carte che saranno tradotte in francese. Ora i francesi amano il mio lavoro. Invece del pesce che é al momento il retro delle carte, ci sará Matsyendranath. Questo perché mi hanno chiesto se potevo mettere qualcosa che includesse anche gli uomini. E ho detto si, ho questa immagine perché l’energia delle Yogini é negli uomini e nelle donne. Tutti e tutte noi abbiamo questa vibrante energia dentro di noi

LUISA

La Shakti! E in ogni tempio delle Yogini troviamo al centro Shiva Bhairava. I templi delle Yogini sono un’unione di Shiva e Shakti, maschile e femminile. E si dice che l’energia di Shiva Bhairava rappresenta l’energia immobile che permette alla Shakti di manifestarsi. Impossibile non avere l’una senza l’altra. Solo che l’energia primordiale é rapresentata in forma femminile.

Possiamo concludere la nostra conversazione estraendo una carta dal mazzo. Possiamo estrarne una dai rispettivi mazzi: dal The Yoginis Oracle e dal Yogini of Hirapur Oracle.

Bene, ora ti racconto che anch’io pensavo di chiamare il mio mazzo di carte Yoginis Oracle ma, tu l’hai pubblicato per prima e a me non restava che aggiungere il termine Hirapur!

STELLA

ma é giusto visto che il tuo é piú in relazione al tempio di Hirapur. Quel tempio é strepitoso e la bellezza che hai colto e disegnato é anche strepitosa. Era giusto onorare quel tempio.

LUISA

Le caratteristiche specifiche dei due mazzi é che The Yoginis Oracle prende le Yogini da ognuno dei templi delle Yogini, mentre Yogini of Hirapur Oracle solo quelle del tempio di Hirapur.

STELLA

Ma prende la conoscenza da ogni tempio anche quello.

LUISA

Bene, mischiamo le carte.

Ecco la Yogini 28 Vikatanana

STELLA
34 Sri Erudi-pada, la conoscenza che non prendi dai libri ma attraverso l’esperienza. Lei ha il volto di una mucca e le sue corna sono molto femminili. Lei ha il tridente, il libro e qui abbiamo un’altra mucca. La conoscenza che si acquisisce con l’esperienza.

E la tua?

LUISA

Vikatanana ha il volto di uccello, prima dicevamo che tu ami le yogini con il volto di animale. Una capigliatura riccia e un pó strana. Ha un gatto per Vahana, cavalcatura. Lei chiama tutta l’umanitá tutta insieme e porta armonia ovunque. Lei prende per mano tutti e tutti si prendono per mano. Lei é l’amore per l’umanitá, un’umanitá che é unita dall’amore, dalla compassione, con un sentimento di sorellana e fratellanza

STELLA

Perfetta per la situazione. Quindi: conoscenza, conoscenza empirica che viene dall’esperienza e la condivisione.

LUISA

L’amore che unisce tutti.

STELLA

Ciao Bellissima

LUISA

Ciao Stella Dupuis.

Questa é una conversazione speciale perché nessuna delle due é di madrelingua inglese: tu parli spagnolo e io italiano, ma chi guarderá questa conversazione ci scuserá per il nostro inglese ma penso che l’energia delle Yogini aiuteranno nella comunicazione e nella condivisione di questa intervista.

STELLA

Baci, e che bello che sei a New Delhi

LUISA
Grazie!

1Bhubaneswar é la capitale dell’Orissa e si trova a circa 15 km dal villaggio di Hirapur dove si trova il tempio delle 64 Yogini.

2Devangana Desai, Erotic sculpture of India. A socio- cultural study, Tata McGraw-Hill Publishing Company, 1975.

Vicki Noble

Traduzione in lingua Italiana di Milena Drolma Bedin Baldi

LUISA: Vicki Noble fa parte di questo progetto “Yogini Dakini- In Conversazione Con”, che incontra donne in tutto il mondo che ricercano, studiano, lavorano con le Yogini Dakini.
Prima di focalizzarci nel nostro tema sulle Yogini-Dakini, vorrei introdurre Vicki:
“Femminista americana, guaritrice sciamanica, autrice, studiosa, insegnante di saggezza, ha scritto molti libri tra cui “ Shakti Woman” (in italiano: “Il risveglio della Dea”) è il libro più famoso, tradotto in molte lingue e punto di riferimento per molte generazioni di donne in Italia e all’estero. Ha scritto anche “MadrePace. Una via alla dea attraverso il mito, l’arte e i tarocchi.” Uno strumento di lettura e comprensione dei tarocchi, per aiutare se stesse e il mondo. Ha creato il rituale delle 5 Dakini, il cui seminario è il più importante che insegna da molti anni, anche in Italia.
A questa introduzione, desidero aggiungere la mia personale introduzione:
Ti conosco da molti anni, dal 2006, e ho sempre detto che nella mia vita c’è un prima Vicki e un dopo Vicki. Sei un punto di svolta nella mia vita e sono molto felice di dire che sei la mia maestra e la mia migliore amica; una Yogini Dakini che mi ha aiutato a scoprire il lavoro profondo dentro di me. E questo è molto molto importante: e’ una relazione interiore quella che ho con te.
Sono stata tua studente nel 2006-2007, ho iniziato a usare i tarocchi MadrePace con te, e la mia esperienza è stata di usarli per un anno e un giorno. Poi ho incontrato la Dakini Nera, un momento molto importante per me , perché ho realizzato, anche se avevo già incontrato le Yogini in India, che questa connessione è veramente preziosa nella mia vita.
Questa è la mia storia personale con te, e per questa ragione sono molto felice di averti in questo progetto.
La prima questione che vorrei affrontare con Te: perchè e come le Yogini Dakini sono apparse nella tua vita?
VICKI: Bene, bisogna andare indietro nel tempo, ancora prima della mia introduzione al buddhismo tibetano: Dakini è una forma di Dea in Tibet, è molto importante, molto centrale in questa tradizione, ma l’ ho incontrata prima di questa introduzione.
Sento come se lei mi avesse “acchiappata” e sono appartenuta a lei immediatamente sin da allora. La Dakini è colei che vola attraverso lo spazio, una divinità femminile che prende anche le forme di donna umana. Non tutte le donne sono dakini, ma la tradizione dice che ogni donna potrebbe essere una dakini. Questo ipoteticamente permette a tutti i praticanti buddisti di essere molto consapevoli e di onorare le donne in ogni momento, perché in ogni momento una donna potrebbe essere una dakini e potresti essere in presenza di una dakini e potresti non rendertene nemmeno conto.
La tradizione racconta che le dakini sono state difficilmente riconosciute: ci sono bellissime e divertenti storie di grandi praticanti di yoga maschi, grandi guru, appartenenti a diversi monasteri in Tibet in diversi periodi storici, a cui le Dakini sono loro apparse , ma la cosa più importante è che se lo yogi non le riconosce, perde la sua occasione per questa vita. Se le riconosce, nella maggior parte dei casi, la Dakini li guida fuori dai monasteri, in una vita di libertà spirituale, in un modo centrico femminile.
Sin dagli inizi, dal primo folklore, sin dalle prime storie che ho sentito, le Dakini, mi sono apparse sempre molto interessanti, perché già identificavo me stessa come una donna super
naturale, che viveva in un certo senso al di fuori della società, politicamente radicale, e anche spiritualmente radicale.
Inoltre nella tradizione dell’antica Europa, nell’archeologia che Marija Gimbutas ha riportato alla vita negli anni ’70, abbiamo visto che in tutto il mondo le antiche immagini di tutti i tempi, le donne volavano o le donne avevano le ali, in un certo senso donne uccello, qualche forma ibrida di donne che volavano attraverso lo spazio, e ho fatto di tutto ciò un’ importante parte dei miei insegnamenti sciamanici, perché penso che questo sia collegato all’archetipo delle donne, alla capacità delle donne, al biologico mistero mestruale delle donne che ciclicamente sono capaci di entrare e uscire dalla forma, dentro e fuori dal corpo, di muovere le proprie energie nel mondo e poi di ritorno nel corpo, questo tipo di versatilità, o mobilità, dell’energia femminile, è considerata molto primaria e centrale nella tradizione della Dakini e nella tradizione femminile dello sciamanesimo ovunque.
Quindi già all’età dei 30 anni ho avuto una forte identificazione in questo archetipo e poi sono entrata nell’istituzione del buddismo tibetano e sono stata formata nelle loro tradizioni, con cui mi sono sentita in forte affinità, in un certo senso mi sono sentita a casa, intellettualmente e spiritualmente in quella tradizione, ma non ho mai sentito che potevo trovare una casa per me stessa nelle comunità di praticanti buddisti tradizionali, per via del mio femminismo radicale.
Io penso che le due cose vadano perfettamente d’accordo, in me, e le ho messe assieme nel particolare adattamento della pratica delle Dakini per le donne che insegno, ma in generale nel mondo le due cose non si incontrano: il femminismo non apprezza particolarmente il buddhismo e il buddismo tibetano non apprezza particolarmente il femminismo e le donne femministe. Vi è una particolare tensione.
Ho sentito, nell’anno 2000, di iniziare la mia pratica delle Dakini, seriamente, ed ero stata introdotta al buddhismo tibetano nel 1980, erano già 20 anni di pratica personale, che prendevo diversi insegnamenti da diversi lama. E’ stata Tsultrim Allione la prima che mi ha fatto scoprire la pratica del mandala delle Dakini, nel 1995, ma non ho veramente usato le pratiche in quel momento. Le ho amate e ho apprezzato i ritiri, ma non ho usato le pratiche seriamente, fino al 2000, quando sono andata sulle montagne, in ritiro per 5 anni. Avevo bisogno di guarigione, ero in una specie di crisi spirituale su come stava andando il mondo e il suo collasso ambientale, sai… tutte le cose che ho temuto per anni come attivista ambientale. Ho iniziato ad usare le pratiche per un disperato bisogno di un contatto e una guida.
E lo sono state! E lo sono state tremendamente! Queste pratiche delle Dakini, ogni giorno che le ho praticate, ho creato un collage per la mia propria pratica, in cui ho messo un collage nella struttura della pratica . E’ stato un incidente, un inciampo, un girarci attorno durante la mia versione della pratica delle Dakini, che è stato così forte, sin da allora.
Ho pensato che poche femministe sarebbero entrate nelle istituzioni buddiste per imparare le pratiche in tibetano, praticandole con tanta diligenza come chi pratica con Lama Tsultrim Allione e gli altri lama. Sono praticanti veramente seri. Praticano il buddismo in tibetano e per ore e ore al giorno, è una cosa bellissima. Ma le mie studentesse, sono casalinghe, molte sono madri, sono sposate, se non hanno famiglia hanno altre occupazioni nel mondo, ma sono femministe e amano la Dea, così ho voluto creare una sintesi che potesse lavorare con loro.
Le donne nella spiritualità hanno bisogno di un metodo.
A volte i cerchi di donne erano un po’ troppo liberi, improvvisati, per lo meno per me i primi cerchi sono apparsi un po’ indisciplinati, e ho notato invece che il focus che ho imparato a tenere nel fare le pratiche, è molto importante. Questa è stata gran parte della mia motivazione all’inizio, di mettere assieme la mia propria versione, il mio adattamento, sulle pratiche delle Dakini.
La mia pratica, come sai, è molto semplice, può durare dieci minuti al giorno e può lo stesso essere molto radicante, con una qualità di guarigione, protezione e praticità nel portare la spiritualità nella vita di tutti i giorni.
Questo è quanto. E questo è ciò che ho portato in Italia quando io e te ci siamo incontrate.
LUISA: sono molti molti anni ora… sono orami 15 anni che vieni in Italia e che hai incontrato molte molte donne, centinaia, i tuoi seminari sono pieni di persone, di donne, e sono veramente bellissimi momenti che condividiamo assieme e ogni volta che vieni in Italia, wow! E’ una grande celebrazione, dal Sud al Nord, le donne viaggiano per incontrarsi, in ogni seminario siamo minimo dalle 30 persone in su, fino a 50, una volta eravamo in 55! E c’è sempre una bellissima energia e per due e tre giorni è come se fossimo in un altro mondo. Anch’io personalmente ho fatto esperienza di questo, la prima volta, ti dimentichi di tutto, e stai con le donne due, tre giorni: pratichiamo, ricerchiamo, impariamo, danziamo, cantiamo e veramente è un tempo magico. Per me passare due,tre giorni con te, poi mi basta per sopravvivere un anno senza incontrarti!! Perché l’energia è talmente alta, e poi puoi capire, che c’è così tanto da fare poi, da leggere, lavorare e anche nel coinvolgere altre donne a fare parte di questo lavoro. La comunità ora in Italia è veramente grande. Penso sia così non solo in Italia, ma qui in Italia è veramente molto forte.
VICKI: Ci sono delle speciali connessioni per me, con le donne in Italia. E’ stata una totale sorpresa per me. Il mio libro” Il Risveglio della Dea”, è stato pubblicato in Italia negli anni Novanta, e il mio libro La Dea Doppia è stato pubblicato in italiano nel 2004; anche il libro di Mary Daly “Quintessenza” è stato pubblicato: e questo è stato l’inizio dell’incontro con le donne in Italia. Fa parte della tradizione delle Dakini, come è andata tra me e te quando ci siamo incontrate: le Dakini si riconoscono una con l’altra quando si incontrano.
Le yogini, come ha scritto Miranda Shaw nel suo meraviglioso libro “Illuminazione appassionata”, ho riconosciuto così tanto nelle sue definizioni e descrizioni sulle Dakini: donne selvagge che sono nel loro proprio cammino facendo le loro proprie cose, le loro pratiche, i loro insegnamenti, sempre avendo le loro seguaci, e poi mettendosi assieme per condividere insegnamenti, scambiare insegnamenti, preziosi insegnamenti, e poi andando avanti, ritornando al loro lavoro ancora, e poi tornando assieme ancora ed ancora, E ho riconosciuto questo in me e in te ancora e ancora, e ho notato lo stesso con tutte le mie organizzatrici in Italia ed è stato il fato: abbiamo trovato le une e le altre e abbiamo fatto l’esperimento di riuscire a fare un seminario sulle Dakini in Italia ed è stupefacente quanto veloce è successo, da un passaparola, e c’era già una lista d’attesa, e così ogni anno, è stato incredibile. E infatti ho visto che c’era qualcosa di molto speciale nelle mie connessioni karmiche con l’Italia, che non sapevo prima che questo accadesse. E ho detto in qualche sessione che abbiamo avuto, che è stato molto divertente per me, perché in qualsiasi posto eravamo, addirittura a Roma, avvenivano questi cerchi di donne super naturali e magici. E praticando assieme, era una così grande gioia! E l’abbiamo fatto sempre sotto il naso del Papa!! Chi l’avrebbe pensato!! E’ molto bizzarro e divertente! Le Dakini stanno ridendo!!!
LUISA: Certo! Questo è anche il modo in cui lavorano le Dakini nel tempio: esse lavorano nel loro potere da sole ma sono anche sempre in gruppo. Non possono essere altro che in gruppo! Per lavorare per la comunità, per lavorare per la società.
E voglio farti vedere come tutto iniziò in Italia. Questo articolo è apparso in una rivista molto famosa in Italia “IO DONNA” che esce con il giornale La Repubblica, che è un giornale molto famoso in Italia, in cui hanno pubblicato la tua storia e quella dei tuoi tarocchi. L’ho conservato, questo per me è molto prezioso perché l’ho letto e poi sono andata a comperare in libreria il tuo libro “Il Risveglio della Dea” e un anno dopo tu eri là di fronte a me in carne e
ossa. Momento molto importante per me perché è stato veramente un punto di svolta e di partenza per la mia vita. Non sono più tornata indietro da quando ho incontrato le Dakini e il mandala dei tarocchi MadrePace. Anche la mia vita è cominciata con le Yogini e le carte oracolari del Tempio di Hirapur. E davvero è stato un punto di partenza per me.
Ora, dopo 14 anni di insegnamenti fatti in Italia, quali sono le tue considerazioni sulle donne in Italia? Quando ritorni in America, c’è un gruppo molto numeroso di donne in Italia che ti pensa. Le donne in Italia aspettano il tuo ritorno, praticando, e si chiedono quando possono avere di piu’?
VICKI: E non solo praticando da sole. Questo è un vero fenomeno per me. Le donne in Italia praticano da sole e anche insieme, quando io non ci sono. E sono praticanti serie. E vogliono di più quando torno la volta dopo. E questo è ciò che fa di un’insegnante una buona insegnante, quando Le tue studentesse ti chiedono per favore crea un altro insegnamento per noi. Oppure per piacere portaci più avanti. Portaci più in profondità. Ci ho pensato molto. Ho insegnato molto negli Stati Uniti e in altri paesi la pratica delle Dakini ma solo ogni tanto qui e là, in Italia è diventato qualcosa di più che io non ho mai visto altrove. Le Dakini hanno fatto le radici, in un qualche modo speciale, così sincero e devoto praticando insieme anche quando non sono presente, e questa è una prova vivente dell’efficacia della pratica. E’ una prova per me e voglio andare più in profondità con la mia pratica per poter guidare in un modo che ci possa portare tutte più in profondità ancora. Quindi apprezzo molto questo seguito.
LUISA: Si, si, e sono molto felice di essere una donna che vive in India che è italiana e di averti incontrata qui.
C’è qualcosa in particolare che noti sulle donne italiane che praticano le Dakini? Che feedback hai? Ci sono donne che praticano da molti anni ora. C’è qualcosa di speciale che noti in queste donne che praticano da così tanti anni?
VICKI: Noto qualcosa sul Focus, come stavo dicendo prima. Penso che fosse qualcosa che mancasse prima nei primi cerchi spirituali di donne di allora. Non c’era una capacità a focalizzare profondamente, focalizzare per un lungo periodo. Una cosa che le donne italiane mi hanno insegnato è che con gli anni attraverso il nostro continuo contatto, è più o meno come un Sangha del buddismo tibetano; non è uguale perché io non parlo la lingua e questo è un limite e vengo in Italia solo una o due volte all’anno, che è anche una limitazione, quindi non è proprio un Sangha, in senso ortodosso, ma è abbastanza una comunità amorevole di praticanti delle Dakini, che è stato impressionante vedere per me.
E il feedback è nello sviluppo che esperisco nei cerchi di donne, il lavoro va sempre piu in profondità, le donne sentono proprie le pratiche e le reclamano come proprie, e la sviluppano: tu l’hai sviluppata.
Una cosa che io spingo nel mio lavoro è che le donne imparino le pratiche, la semplice pratica che ho adattato per le mie donne della Dea, che pratichino la pratica giornalmente per un anno e un giorno, così che ancorino la loro pratica nella loro vita, e poi dò loro il permesso, come sai, di fare quello che vogliono, con la loro pratica. Farla propria e farne una pratica creativa artistica. E tu sei stata una delle prime che l’ha fatto con i magnifici Mudra e poi tutte le donne hanno voluto imparare i tuoi Mudra. C’è così tanto focus.
Ora quando insegno intellettualmente, e non sto insegnando una nuova pratica, ma solo andando più in profondità, nella preistoria, in qualche parte più paradigmatica, le donne sono assolutamente molto più focalizzate. Sono assolutamente capaci di focalizzare, intenzionalmente, desiderose di imparare più profondamente le pratiche, cosa significano, come possono essere usate e così via.. questo è anche molto nutriente per l’insegnante.
Questo è il feedback più importante. Di possedere la pratica e il proprio sviluppo e la propria espressione, il modo.
Barbara Zanoni, un’altra mia organizzatrice, danza le pratiche; Sandra Capri ha messo le pratiche nei tarocchi, nelle danze, nel movimento. E’ semplicemente meraviglioso. Il modo in cui Morena Luciani a Torino, il modo in cui i suoi gruppi hanno adattato le pratiche nel loro lavoro sciamanico. Ed è così potente, cosi pieno di potere come usano i tamburi, come prendono il loro lavoro e lo ancorino nella loro propria terra, nella foresta e nel luogo. E’ così importante. Ancorare la pratica nel corpo, nella terra, nel proprio luogo.
Una delle cose sulla pratica, la ragione per cui l’ho sviluppata, è qualcosa che i tibetani non direbbero sulla pratica, ma che per me è una pratica così esplicitamente femminista: è che tu metti te stessa come praticante, al centro del tuo mandala e onori e delinei le quattro direzioni attorno a te, metti una tenda delle dakini attorno a te e queste dakini si muovono attorno al mondo con te vibrazionalmente. E questo processo, questa pratica, che mette la donna al proprio centro, questa è una pratica femminista. Perché noi donne, in occidente, siamo universalmente socializzate in squadre che tifano, di cheerleaders, messe esternamente nel mandala di qualcun altro, del padre, del marito, dei bambini, della famiglia, tutto ciò che fa parte della vita di ogni donna, ma che non è il suo centro! Ogni donna ha il suo proprio centro. Proprio come un uomo. Per noi che pratichiamo questo centro, e questo ancoraggio, nel nostro proprio punto di appoggio, nel nostro proprio punto di vista, questo è così prezioso per le donne femministe, perché le porta ad un livello diverso, perché non è solo intellettuale, perché non sei solo femminista nella tua mente, ma hai in verità la possibilità di stare sui tuoi piedi, sulla tua terra, di difendere le tue convinzioni, di onorare te stessa e proteggere te stessa, i tuoi bambini, dal pericolo e dai predatori. E’ così importante! E’ come un corso di difesa personale! Anche se è bellissimo, ci muove, la pratica ci fa muovere. Quando la facciamo insieme è cosi bello! Un cosi bell’ immaginario. Tutto ciò è bello ,gentile, ma è anche molto forte, come diciamo in america, stiamo nel nostro SI!, manteniamo la nostra posizione, stiamo nel nostro potere.
LUISA: Ciò che posso dire per la mia esperienza, questo mandala delle Dakini, veramente va dentro e porta fuori qualcosa di veramente potente. Che forse non sapevi neanche di avere, e che non sapevi sarebbe successo. Per me ad esempio, non sapevo che potevo disegnare e ricreare il tempio, e creare l’oracolo delle yogini, e so che senza tutto questo processo, non avrei potuto farlo. Lo so, e capisco molto bene quello che dici. Perché è stato quello cho ho esperito. E so anche che le mie amiche Dakini in Italia, Barbara, Sandra, Morena e molte altre, hanno fatto esperienza di questo nelle loro vite. Possiamo solo dire grazie Vicki, e dire alle donne di essere forti, di stare radicate, di mostrare loro stesse, perché senza questo radicamento delle Dakini ci sentiamo più deboli, non siamo così forti, le Dakini sono veramente delle grandi aiutanti, che ci spingono nella società, ad aiutare anche altre donne, e anche per spingere la storia, di fare più spazio nella società, per le donne, e di essere più forti e più forti, e questo è quello che sta accandendo..
VICKI: un modo “spirituale” se vuoi, di fermare la violenza contro le donne. Tu sai che ci sono molte vie contro questa violenza, essere una guerriera è una di queste. Ammiro le guerriere, chi va nelle strade per combattere e per fermare la violenza contro le donne. Ma sento anche l’attivismo in me stessa con la pratica e credo che vadano messe assieme, in questo mondo, credo in questo attivismo magico.
LUISA: Grazie da parte mia e so che questo grazie è da parte di tutte le donne in Italia e nel mondo, che vorrebbero in questo momento esprimere questo grazie a te. E quindi lo dico a nome di tutte le donne.
Un altro grande lavoro che hai fatto per le donne, e che è un altro grande grande aiuto per le donne, sono le carte Madrepace. Sono due strumenti che vanno assieme, non possiamo fare la pratica delle 5 Dakini senza scegliere una carta Madrepace alla fine. Quindi questo è un altro modo per radicarci, e per diventare forti nella vita. So che dovremmo fare un’altra intervista solo sulle carte Madrepace…
VICKI: Le carte Madrepace sono un tesoro; nella tradizione buddista i tarocchi sono un tesoro. Io questo non lo sapevo. Karen non lo sapeva. Non lo sapevamo al tempo in cui le abbiamo fatte. Ma più tardi è diventato ovvio, che tutte le condizioni per trovare il TERMA e riuscire ad esprimerlo, nella vita reale, tutte queste condizioni sono state trovate, in questo nostro fedele metterle insieme, in questa collaborazione continua, riuscimmo a farlo. E ora posso dirlo. Le mostrai ad un lama amico alcuni anni fa e lui disse di si, questo è un tesoro. Ora lo sento che è così. E quella tradizione preziosa, onora molto gli insegnanti anticonformisti, che ricevono i sussurri delle Dakini. In un anno abbiamo ricevuto questi messaggi in codice e poi i trovatori di Terma si incarnano in una specifica incarnazione, con l’intento di portare attraverso, un TERMA, in un tesoro, in un vernacolare particolare momento e luogo. E per una costituenza che avviene in un modo molto particolare per il trovatore di TERMA: questo è quello che ho fatto tutta la mia vita, di adattare queste pratiche: prima i tarocchi, che erano così occidentali, cosi da bianchi, e cosi maschili, di adattarli all’uso per le donne; e ora di adattare la meravigliosa pratica delle Dakini ad una platea contemporanea di donne profondamente femministe e spirituali. Mi sento ellettrizzata di essere parte di questa tradizione. Credo che Madrepace sia Prajnaparamita. Abbiamo questo lignaggio, abbiamo il lignaggio del Tibet e abbiamo il lignaggio dell’occidente, quello dell’antica Europa e della civiltà della Dea. E’ stato il mio Dharma di mettere queste due insieme ed esprimerle in qualche modo e di condividere quello che amiamo.
LUISA: Posso dire qualcosa su questo? Forse suona strano, ma senza le Madrepace io non avrei potuto fare le carte delle Yogini del Tempio di Hirapur.
VICKI: E’ il nostro lignaggio!
LUISA: Vorresti scegliere una carta così che possiamo mandare un messaggio con la nostra conversazione alle donne e al mondo? In questo particolare momento anche..
VICKI: Quella che ho scelto, è uno dei disegni che ho fatto io, è la carta del Giudizio. E la carta del Giudizio è una delle poche immagini astratte che compaiono nel mazzo delle MAdrepace. La maggior parte delle immagini sono figurative, più antropomorfiche, personalizzate, ma la carta del Giudizio soprattutto comprende la Dea nel mondo e l’amorevole gentilezza e l’amore incondizionato che arriva dal suo cuore nella forma, in questo caso, dei 7 raggi e il raggio viola che è nello sfondo e da cui lei emerge. Il raggio viola nella tradizione esoterica e magica, è considerato essere il raggio femminino. Noi crediamo e speriamo che in qualche modo questa energia possa entrare nel mondo in questo momento storico, perché è così disperatamente necessario. La carta del Giudizio è un’immagine di questo messaggio, i raggi dell’arcobaleno stanno arrivando dal suo cuore e stanno proteggendo il mondo. E il nostro mondo ha bisogno di protezione, di rifugio, in questo momento. E sono le donne che emergono nella leadership, nei modi di cui abbiamo parlato oggi, che sono destinate a fare la differenza: o le donne prenderanno la leadership nel mondo o noi non potremo sopravvivere .
LUISA: Grazie. Grazie. Questa è stata una ricca conversazione, e veramente ti ringrazio molto, primo per essere parte della mia vita, e poi per il tuo prezioso lavoro nel mondo e per essere
stata qui con noi. Auguro che questa conversazione sia a beneficio di tutte le donne del mondo che sono state con noi.
VICKI: Che Tutti, che Tutte le donne, possano esperire le Dakini. Blessed Be.
LUISA: Blessed Be. Jay Yogini. Jay Dakini. Grazie Vicki.
VICKI: Grazie a te.

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